Se guardando la foto di questa macchina l’aspetto vi pare familiare non stupitevi, in effetti la SP01 della Detroit Electric parte da una base collaudata sia nel mondo dei motori termici sia in quello dei motori elettrici. Inutile fare giri di parole la base di partenza di questa roadster USA è l’inglese Lotus Elise e come fu per la Tesla Roadster anche la SP01 ne costituisce una discendente a zero emissioni. Il sito della casa fornisce molti dati sulla storia del marchio, un marchio storico che affonda le radici della mobilità green addirittura nel 1907 e con “testimonial” d’eccezione come la moglie del leggendario Henry Ford. Un po’ meno dati sulla macchina che sulla carta risulta accreditata di prestazioni più che all’altezza: 250km/h di velocità massima e 0-100 km/h in 3.9 sec. Purtroppo per dati tecnici più approfonditi su motore (dovrebbe essere un asincrono da ben 201CV), telaio (in fibra di carbonio) e batterie (autonomia stimata di circa 290 km) si dovrà attendere che la casa decida di renderli noti (al momento il sito si limita ad un laconico “TECHNICAL SPECS TO BE ANNOUNCED”) e le uniche informazioni si trovano su articoli relativi alla presentazione ad aprile 2013. Sarà interessante vedere il cammino di questo marchio storico rilanciato nel 2008 dal Albert Lam (ex CEO di Lotus Engineering Group) che conta di riportare questo nome ai fasti del 1910 in cui erano i leader nella motricità elettrica e altrettanto interessante sarà vedere il cammino di una vettura che pare raccogliere il testimone della Tesla Roadster ma che per ora non ha ancora visto cominciare la produzione.
autovetture
FIA Formula E championship: ready, steady… GO!
Here is a video from the event simulation at Donington Park from Formula E web site. The first race of a new era will be the 13th of September 2014 in Beijing.
Ecco un video dalla simulazione di gara a Donington Park dal sito FIA Formula E. La prima gara di una nuova era sarà a Pechino il 13 settembre 2014.
Renovo Coupe: pure american green speed
La Renovo Motors Coupe ad un occhio distratto potrebbe sembrare l’ennesimo remake di una famosa sportiva degli Anni 60 (la Shelby Cobra Daytona) con il “solito” poderoso V8 sotto il cofano con il suo bel suono tondo e metallico, invece le cose non stanno così (e l’assenza dei classici scarichi laterali mette già qualche sospetto): sotto un vestito che più vintage non si può si nasconde una incredibile sportiva elettrica, confezionata nel cuore tecnologico degli USA: la Silicon Valley. Se il look si presenta classico con il suo cofano lunghissimo, l’abitacolo arretrato sulle ruote posteriori, i fari tondi e le immancabili strisce longitudinali, la meccanica merita una presentazione più dettagliata. Il telaio di partenza è uno Shelby American CSX9000 modificato allo scopo, con sospensioni a quattro ruote indipendenti, molle della Hyperco e ammortizzatori Ohlins TTX36 MkII, regolabili nella taratura e in altezza. Della HRE sono i cerchi scomponibili, dietro i quali si trovano dischi con pinze monoblocco a sei o quattro pistincini (rispettivamente anteriori e posteriori). Il cuore della Renovo Coupe sono i due motori assiali montati centralmente, con potenza dichiarata di oltre 500 cv e di una coppia di 1.355 Nm. Grazie ad un peso di poco inferiore ai 1.500 kg la Renovo scatta da 0 a 60 miglia (96 km/h) in soli 3,4 secondi e tocca quasi i 200 km/h. All’alimentazione provvedono le batterie Renovo HVP, agli ioni di litio da 740 volt, la cui ricarica rapida si fa in 30 minuti, mentre la ricarica completa richiede 5 ore. La prime consegne della Renovo Coupe sono previste per il 2015, prezzo previsto 529000$ non pochi ma sicuramente ben spesi per una supercar ecologica e tecnologica in tiratura limitata.

The Renovo Coupe from Renovo Motors on Vimeo.
Carice MK1: from Nederlands with style
La Carice MK1 è una vettura stilosa ed elegante, carrozzeria dall’evidente richiamo retrò, ispirata alla Porsche 356 speedster, ma solo un’ispirazione perchè il progetto è qualcosa di nuovo ed interessante, un’auto elettrica peso piuma: solo 350kg! Il sito della casa (solamente in olandese) però è un po’ avaro di informazoni ed è difficile capire il livello tecnico di questo piccolo gioiello. Magari, essendo appena stata presentata, arriveranno aggiornamenti. Speriamo.
Renault ZOE: the french connection
Il gruppo Renault (e Nissan) è attualmente quello che ha l’offerta di vetture elettriche più ampia sul mercato, dalla divertente Twizy fino alla berlina Fluence passando per il minivan Kangoo ZE. Nel listino c’è anche una simpatica e piacevole city car 5 porte e 5 posti dalla linea morbida: la piccola ZOE, lunga poco più di 4 metri.
La tecnologia che riguarda la trazione e le batterie richiama per molti aspetti quella della Nissan Leaf (sono parte dello stesso gruppo industriale) e presenta una pacco batterie alloggiato nel pavimento per salvare spazio e migliorare la distribuzione del carico, motore elettrico con potenza di 65kW (88CV) e cambio automatico, batterie con capacità di 64kWh e un’autonomia su ciclo urbano (e quindi nel suo habitat preferenziale) di circa 135km che scende a soli 85 con una guida “sportiva” e con il riscaldamento di bordo acceso. Velocità massima di circa 130km/h.
La ZOE monta molti sistemi innovativi (circa 60 brevetti) in particolare il sistema Range OptimiZEr che raggruppa 3 novità che contribuiscono a rendere la ZOE una delle vetture con la miglior autonomia tra quelli prodotti in serie: frenata rigenerativa, pompa di calore per la climatizzazione e specifici pneumatici Michelin Energy E-V. Inoltre questa piccola è dotata di una raffinata elettronica di bordo con un tablet integrato nella plancia che permette collegamenti multimediali e gestione contatti (Renault R-Link).
La ZOE può essere ricaricata da rete con un’apposita colonnina brevettata da Renault, il caricatore Caméléon che si adatta a tutte le potenze e le modalità di ricarica previste per ZOE: 1) la ricarica standard: ricarica completa in 6-9 ore (a seconda della potenza disponibile), collegando il veicolo a una colonnina pubblica o a una presa a muro certificata Z.E. Ready (versione 1.2 o superiore in uso, con una potenza minima di 3 kW) installata a domicilio da un professionista Z.E. Ready autorizzato. 2) la ricarica accelerata a 22 kW: l’80% della ricarica in 1 ora, collegando il veicolo a una colonnina pubblica specifica. 3) la ricarica rapida a 43 kW: l’80% della ricarica in 30 minuti, collegando il veicolo a una colonnina pubblica specifica. Il prezzo della piccola francese è di circa 21900 euro ed esistono (come per la Nissan Leaf) contratti di noleggio per il pacco batterie.
Solar air conditioning for Aston Martin racers
from jalopnik.com by Damon Lavrinc
La FIA ora richiede che tutte le vetture dell’Endurance World Championship abbiano il controllo del clima, perché i conducenti che corrono a velocità a tre cifre non stanno bene. Ma l’aria condizionata va a scapito della potenza del motore, soprattutto quando fa caldo. Così Aston sta sfruttando il calore del sole per mantenere i suoi piloti fresco. Aston Martin sta infatti collaborando con Hanergy Global Solar per testare una nuova pellicola sottile e leggera di pannelli solari fotovoltaici flessibili che può applicare al tetto o sul vetro posteriore. Tali celle potranno alimentare l’aria condizionata e altri sistemi ausiliari sulla coppia di Aston V8 Vantage GTE (vincenti nella loro categoria alla 24 ore di Le Mans). Si tratta di una situazione win-win per entrambe le aziende. Aston mantiene i suoi piloti al fresco e Hanergy può verificare come i suoi nuovi pannelli lavorano nel caldo della battaglia. Probabilmente li vedremo in uso alla prossima gara al Circuit of the Americas ad Austin.
The FIA now requires all Endurance World Championship cars to have climate control because drivers passing out at triple digits speeds: not good. But that A/C system comes at the expense of engine power, particularly when it’s hot. So Aston is harnessing the heat of the sun to keep its drivers cool. Aston Martin is teaming up with Hanergy Global Solar to test out a new thin, lightweight film of flexible photovoltaic solar panels that can mount on the roof or rear windshield. Those cells will power the air conditioning and other ancillary systems on Aston’s brace of V8 Vantage GTE cars (winning at Le Mans 2014). It’s a win-win for both companies. Aston keeps its drivers comfortable and Hanergy gets to see how its new panels work in the heat of battle. And we’ll probably see them in use at the next race at the Circuit of the Americas in Austin.
Audi R18 e-tron quattro: Le Mans 2014 winner
Audi vince per la tredicesima volta la leggendaria gara di resistenza francese, l’edizione numero 82, al traguardo una doppietta con la R18 e-tron quattro numero 2 (condotta da Tréluyer/Fassler/Lotterer) in prima posizione seguita dalla numero 1. A Le Mans la lotta con le Toyota TS40 è stata dura ma alla fine la supremazia delle ibride di Ingolstadt è stata premiata, colpi di scena e cedimenti hanno “limitato” al solo terzo posto la Toyota numero 8. Ad ogni modo nella categoria regina a Le Mans ormai le ibride dettano legge e l’efficenza è diventata di rigore più che mai. Le case si sfidano in pista con il meglio della loro tecnologia.
TESLA: All Our Patent Are Belong To You
12.06.2014 Tesla rende open source molti suoi brevetti nella speranza che lo sviluppo dell’auto elettrica prenda piede. Ecco un estratto della dichiarazione del fondatore e CEO Elon Musk di Tesla Motors. (link to the original text from Tesla blog)
“(…) Tesla Motors è stata creata per accelerare l’avvento del trasporto sostenibile. Se abbiamo chiaro un percorso per la creazione di veicoli elettrici interessanti, ma poi ci schermiamo con campi minati di proprietà intellettuale per inibire gli altri, allora stiamo agendo in modo contrario a tale obiettivo. Tesla non avvierà cause brevettuali contro chiunque, in buona fede, voglia usare la nostra tecnologia.
In Tesla, ci siamo sentiti in dovere di creare brevetti per la preoccupazione che le grandi case automobilistiche avrebbero potuto copiare la nostra tecnologia e utilizzarla nella loro produzione di massa per battere Tesla. Non avremmo potuto essere più fuori strada di così. La triste realtà è l’esatto contrario: i programmi per vetture elettriche (o programmi per qualsiasi veicolo che non brucia gli idrocarburi) all’interno dei grandi produttori sono piccoli o inesistenti, con una media di molto inferiore all’1% delle loro vendite di veicoli totali.
Nella migliore delle ipotesi, le grandi case automobilistiche stanno producendo le auto elettriche con portata limitata in volume limitato, in alcuni casi non lo stanno facendo affatto.
Dal momento che la produzione annua di veicoli si avvicina a 100 milioni all’anno e la flotta mondiale è di circa 2 miliardi di auto, è impossibile per Tesla costruire auto elettriche abbastanza velocemente per affrontare una crisi petrolifera. Allo stesso tempo, questo dato significa che il mercato potenziale è enorme. La nostra vera sfida non è nel numero di vetture Tesla non prodotte ma nell’enorme numero di vetture a benzina che escono ogni giorno dalle fabbriche di tutto il mondo.
Noi crediamo che Tesla, le altre aziende che producono auto elettriche, e il mondo intero trarrebbero vantaggi da una piattaforma tecnologica comune in rapida evoluzione.
La leadership tecnologica non è definita da brevetti, come la storia ha più volte dimostrato essere davvero una blanda protezione contro un concorrente determinato, ma piuttosto dalla capacità di un’azienda di attrarre e motivare gli ingegneri più talentuosi del mondo. Siamo convinti che l’applicazione della filosofia open source per i nostri brevetti rafforzerà piuttosto che diminuire la posizione di Tesla a questo riguardo.”
Oullim Motors Spirra EV: mistery of Korean EV sportscar
Era il 2009 quando girava voce su molti siti a tema automobilistico che la sportiva coreana Oullim Spirra avrebbe avuto una sua versione elettrica per il mercato europeo grazie al suo importatore AGV con sede nei Paesi Bassi. AGV (ora EPH) è un’azienda specializzata nella conversione di mezzi con motore endotermico (nel 2009 erano allo studio Volvo C30 e V50 elettriche). La Spirra E con batterie al litio avrebbe dovuto fare la sua comparsa per la fine del 2010. Poi il silenzio, mistero su questa piacevole sportiva convertita alle zero emissioni.. Qualcuno l’ha più vista? E’ rimasto un sogno? Poco o nulla si trova sul sito di EPH (Electric Power Holland) al link: http://www.allgreenvehicles.nl/index.php?page=spirra
In 2009 many sites rumored that the Korean Oullim Spirra would have its electric version for the European market thanks to AGV, its importer based in the Netherlands. AGV (now EPH) is a company specialized in converting vehicles with internal combustion engine (in 2009 they were working on electric Volvo C30 and V50). The Spirra E with lithium batteries was supposed to arrive at the end of 2010. Then silence and mystery about this enjoyable sport car converted to zero-emission.. Has anyone seen it? Is it still a dream? Little informations on the site of EPH (Electric Power Holland) following the link: http://www.allgreenvehicles.nl/index.php?page=spirra
FIA Formula E: next racing generation
Tra soli 26 giorni comincerà la stagione inaugurale della Formula E (http://www.fiaformulae.com/), la nuova categoria da competizione per monoposto a ruote scoperte con sola motorizzazione elettrica. 10 team (tra i quali Virgin, Andretti, ABT Audi e Venturi), 20 auto (tutte Spark-Renault SRT-01E), 10 gare in giro per il mondo con la prima data fissata per il 13 settembre a Pechino e l’ultima il 27 giugno 2015 a Londra.
Le auto Spark-Renault SRT-01E presentano lo stato dell’arte in termini di motorizzazione elettrica, la vettura è un progetto sviluppato da Renault Sport, dall’azienda Spark Racing Technology e Williams Advanced Engineering (parte del gruppo Williams che corre in F1) e vede anche la collaborazione tecnica di Michelin come fornitore di specifiche coperture scolpite (non slick) da 18″. Molti piloti provengono anche dalla massima serie (come Alguersuari) e sarà davvero interessante vedere (e sentire) correre vetture su circuiti cittadini che viaggiano ad alte velocità e con erogazioni motociclistiche producendo un suono simile a quello di certe auto radiocomandate. Sicuramente surreale in principio ma di indubbio interesse per lo sviluppo di quella che da molti è considerata la mobilità del futuro.













